C’è mancato poco. Sant’Arcangelo Trimonte e la Provincia di Benevento hanno schivato il piano secondo il quale il comune beneventano doveva essere la soluzione alla nuova emergenza rifiuti di Napoli.

L’Unità Operativa della Protezione Civile di Napoli voleva graziarci di 2800 tonnellate di monnezza napoletana, come se noi fossimo la naturale soluzione all’incapacità della politica di portare avanti la strada della riduzione dei rifiuti nella provincia di Napoli.

Ma se il pericolo napoletano questa volta ci ha solo sfiorato, c’è un’altra puzza da risolvere: quella della nostra immondizia.

Saviano scrive di comuni beneventani “che hanno le campagne invase dalla spazzatura”. Le stesse campagne che oggi producono le migliori uve al mondo, quel prodotto tanto caro ai nostri amministratori che si preoccupano di vedere il loro nome su un giornale e che, magari, nel loro comune non hanno neanche creato un sito di stoccaggio per i rifiuti ingombranti. Così quando ci si stanca di aspettare il ritiro del vecchio frigorifero, magicamente viene avvistato in qualche torrente insieme ad altre stufe, altri mobili e qualche copertone di auto.

Se veramente crediamo nella nostra economia agricola, dobbiamo difendere il nostro territorio non solo dall’immondizia di Napoli ma anche dalla nostra. E gli amministratori hanno il dovere di metterci in condizione di non avere scuse per non farlo.

(da SannioWeek.it)